
Diamo volentieri voce a un documento che ci giunge - in versione inglese, francese, tedesca, russa, spagnola e turca - dagli attivisti di ‘The Syrian Revolution’, movimento che si sta battendo da mesi per la liberazione del Paese arabo dalle forze di oppressione che lo stanno insanguinando.
Le ultime notizie che giugno dal Palazzo di Vetro dell’Onu, dove sia Cina che Russia hanno bocciato alcune risoluzioni contro Damasco, confermano il coro di accuse contro la Siria e che trova sfogo nel documento qui di seguito riproposto.
Il titolo di quanto arrivatoci in redazione è eloquente: “Le munizioni russe uccidono i nostri bambini e le nostre donne. Dove è la loro coscienza umana?”.
Il riferimento va dunque allo Stato russo, la cui vendita di armi all’esercito regolare siriano viene visto come una causa di genocidio ormai in atto.
Dice infatti il documento: “Le pallottole russe stanno ferendo e uccidendo le nostre donne e i nostri bambini in ogni parte del Paese… il regime siriano distrugge ogni soluzione utile a proteggere la nostra gente dal regime del dittatore (Assad - N.d.R.) che ha il supporto della Russia. Ciò rende Mosca un partner e un istigatore del regime siriano nella strage dei bambini, nella distruzione dell’economia, nella demolizione delle nostre case e della nostra ricchezza”.
Accade che nelle strade “Si vedono armi russe dappertutto; carri armati, veicolo, cannoni, ‘Rocket-Powered Grenade’ e ‘Kalashnikov’ che sono fra le mani di terroristi e di gruppi di repressione. Dov’è la coscienza del Governo russo in ciò che sta insanguinando la Siria? Dove sono la Storia e la Civiltà da tutto ciò che sta accadendo nel nostro Paese e che sta superando, per gravità, il Nazismo?”.
Ma non è tutto. The Syrian Revolution ci informa anche del massacro nel quale hanno perso la vita 148 persone. La città di Homs è il teatro dell’ennesima repressione di Stato. “Molti cadaveri sono stati portati via dalle forze di sicurezza. Ci sono circa 700 feriti, colpiti dai mortai nel quartiere residenziale di Al-Khalideyyah, fra costoro molte donne e bambini. Il sobborgo di Al-Khalideyyah è considerata come “disaster area” dopo le incursioni della scorsa settimana; i residenti invocano aiuto e hanno estremo bisogno di sangue per chi è in ospedale, dove le scorte di medicine e di sangue sono sul punto di esaurirsi. Estrema crisi anche a Talbeesah: le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco e la cittadina è ormai un teatro di battaglia.
Scontri e vittime a Tadmur - dove i bombardamenti dal cielo hanno ucciso e ferito decine di civili - e Al-Qusaeyr, dove l’esercito siriano ha preso di mira il villaggio di Al-Mubarakeyah.
Morte e distruzione pure alla periferia di Damasco. A Dareyyah i bombardamenti hanno distrutto tre edifici e ucciso sette civili. 45 i feriti”.











