E’ iniziato nel 2005 e proseguirà fino al prossimo anno il progetto del censimento mondiale che coinvolge 223 Paesi o territori di tutti i continenti, ma nessuno sembra essersene accorto anche se alla fine del 2011 risulterà censito il 94% della popolazione mondiale.
Il censimento demografico è un’operazione che coinvolge e obbliga tutti i Governi ad effettuare il conteggio nazionale della popolazione ogni dieci anni: i risultati avranno conseguenze politiche, fiscali e sociali. Negli Stati Uniti, per esempio, saranno riadattati i fondi federali ai singoli Stati in base all’aumento o alla diminuzione della popolazione; se uno Stato aumenta il proprio numero di abitanti, per un afflusso di immigrati o un aumento della natalità, automaticamente diviene più ricco poiché riceverà maggiori sovvenzioni federali in proporzione al numero dei residenti. In Italia il censimento è previsto nel 2011.
Ma il censimento è anche un’operazione dai risvolti delicati e fondamentale per definire la coscienza etnica di una Nazione, poiché coinvolge l’identità. In Cina il Governo sta addestrando sei milioni di intervistatori scelti dal Partito e dai d
Il censimento mondiale della popolazione persegue come unico obiettivo quello di fotografare la distribuzione della popolazione sul territorio e il flusso delle migrazioni, sempre costanti che coinvolge l’intero Pianeta. Il mondo diventerà un Paese di vecchi? Nel 2011 si conteranno per la prima volta sette miliardi di persone, ma la tendenza al rialzo che molti studiosi avevano pronosticato nel censimento precedente di dieci anni fa, è ormai svanita. Il tasso di fecondità globale è scesa in poco più di 50 anni da 5,5 figli per ogni donna a 2,5 di oggi. Quello che preoccupa demografi e scienziati sociali è l’invecchiamento della popolazione - già visibile in Europa - e che nei prossimi vent’anni toccherà gran parte del mondo industrializzato.
E’ pur vero che qualsiasi previsione è azzardata: in realtà la popolazione mondiale sta ancora crescendo anche se con un tasso pressoché dimezzato (1% annuo) rispetto agli anni Sessanta. Se la crescita annua fosse rimasta costante adesso la popolazione sarebbe il doppio dell’attuale. La maggior parte delle proiezioni vede la crescita mondiale fermarsi una volta raggiunti i 10 miliardi di abitanti. La Terra riuscirà a sostenere la presenza di così tanti essere umani? Forse con uno stile di vita sostenibile, insieme alle grandi capacità di adattabilità dell’uomo si riuscirà nell’intento. In ogni caso dobbiamo aspettare le prossime “conte” per saperlo.











