
Decimo giorno. Come vi avevo detto, ero preoccupato per le stampe.
Temevo che avrebbero pregiudicato il lavoro fatto fin qui, perchè le stampe richieste sono in formato 40x50 e non sono esattamente quello che definiresti una soluzione economica. Sono invece alle stelle perchè tutto è perfetto!!! Il risultato è eccellente e domani mi recherò alla Think Tank Gallery per consegnare foto e contratto firmato. A questo punto non vedo l’ora di essere presente alla serata evento di giovedì.
D’altra parte sono molte le cose da fare nel frattempo: domani dopo il Fashion District andrò a visitare vari luoghi interessanti di Los Angeles. Chinatown è tra questi. Andremo anche come suggerito dall’amica Susan a Olvera Street, e in un quartiere molto bohemienne chiamato Silver Lake. E’ un quartiere molto importante sotto molti aspetti, a partire dalla massiccia commistione etnica tra bianchi, neri, meticci e mulatti e può essere considerato il centro della scena alternative rock statunitense.
Avremo modo, probabilmente, in serata di recarci anche al mitico Sunset Boulevard laddove gruppi come Motley Crue, L.A. Guns e Guns ‘n’ Roses erano di casa. Si prevedono insomma altre foto domani, ma con la tranquillità e consapevolezza di farle per me da ora in avanti.
Undicesimo giorno.
Bella giornata quella di ieri passata a casa della ‘guera’.
La lasagna è stata un successo totale, apprezzata da tutti. E’ sempre un piacere riscontrare apprezzamento per le mie abilità culinarie ed è una conferma che le mie lasagne si difendono in ogni dove.
Una domenica passata dunque all’insegna della buona tavola, innaffiata anche da ottimo Chianti, e da tanta allegria. Quando mi collego via Skype con mia moglie parlano con lei le sue cugine e sua zia, e le presentiamo un’amica della morena e un amico di Richard, il marito della guera. Di ritorno a casa sono stanchissimo, ma è obbligatorio per me controllare la posta elettronica. Inoltre ho avuto modo di parlare con più tranquillità con Carmen. Chatto anche con Rinzi Ruiz, uno dei fotografi partecipanti alla competition. Parliamo di stampe e del fatto che lui è ancora indeciso tra sette scatti. Mi congedo presto perchè crollo dal sonno.
Finalmente Neema mi ha risposto in merito alla consegna della stampe: stamattina mi recherò a consegnarle accompagnato dalla 'morena'.
Da lì come programmato andremo a Chinatown e Olvera Street, e credo anche a Silver Lake. A Sunset Boulevard, come il nome richiama andremo all’ora del tramonto. Staremo tutto il giorno fuori credo e questo è un bene per fare un bel carico di foto.
Urge una spiegazione. La ‘morena’ e la ‘guera’ sono le cugine di Carmen, chiamate così per differenziarle in relazione al loro incarnato. E’ la morena che mi sta ospitando nella sua casa.
Dodicesimo giorno.
Che incredibile giornata quella di ieri!
Era in programma una giornata da turisti per Los Angeles e questo non è stato disatteso.
Io, la guera, la morena e mio nipote Luis Felipe partiamo da casa non prestissimo perchè la prima tappa è consegnare le stampe alla galleria.
La galleria a tre giorni dall’evento è ancora in fase di allestimento, ma si vede già qualche parete dipinta con le iscrizioni della competition YOU ARE HERE. A riceverci, dopo aver parlato con Neema Sadeghi al telefono, è Jacob Peterson. Entrambi sono soci fondatori di Think Tank Gallery ed entrambi vivono all’interno della stessa. Nel corso della giornata Neema mi chiamerà altre due volte per domandarmi la data di scatto delle immagini e per conoscere il prezzo con il quale intendo vendere le mie stampe all’interno della galleria.
Sapere di aver già consegnato le stampe e che le stesse siano ok mi rilassa. Prima tappa del nostro itinerario è Little Tokyo. E’ un quartiere davvero piccolo, ma che mi incanta.
Faccio decisamente delle belle foto. C’è consapevolezza in me che Los Angeles ha cambiato il mio approccio alla street e che me lo porterò dietro ovunque andrò. Complici di questo il confronto con altri fotografi, il considerare adesso Charlie Kirk (two cute dogs) il mio fotografo preferito e la stessa città degli Angeli. E’ un approccio più di contatto con i soggetti, con un uso frequente del flash e che spesso mi porta a parlare con le persone a cui ho scattato la foto.
Questa sicurezza è dovuta da un lato ad un puro aspetto fotografico, dall’altro alla consapevolezza di poter parlare finalmente in lingua inglese quanto spagnola senza tanti problemi. L’esempio palese di questo va raccontato. Fotografo una ragazza nippon all’interno di un negozio. Ho fatto in modo di cercare il contatto visivo prima di scattare. Gran bella foto,e lei che mi domanda: ‘Have you taken a picture of me’? e io: ‘Yeah!’.
Mi fa segno di aspettare e esce per parlarmi. E’ contenta. Le dico che sono un fotografo professionista che parteciperà all’evento di giovedì al Downtown Art Walk. Mostro lei lo scatto. Le do' il flyer della exhibition, accompagnato dal mio biglietto da visita. Le chiedo di scrivermi una mail che le mando la foto che la ritrae. Mi chiede della mia foto-camera, che le piace molto. Adoro fotografare persone asiatiche, le trovo incredibilmente fotogeniche.
E il loro approccio alle attenzioni fotografiche è quello giusto. Qualche europeo dovrebbe imparare da questa cultura.
A Little Tokyo mangio per la prima volta nella mia vita sushi. E scopro che mi piace tantissimo. Il ristorante è fantastico, con un cameriere che è uno spettacolo in quanto a bravura e attenzione. Viene da New York, ci parla dei suoi tatuaggi. Ed è inevitabile raccontargli che mio fratello è tatuatore professionista a Roma. Anche a lui diamo il flyer dell’evento, e ci assicura che verrà con qualche amico. Bene così.
Dopo pranzo andiamo a Olvera Street. Aria di casa. Si tratta infatti di un piccolo mercato messicano, dove però le cose le paghi quattro volte quello che costano in Messico. Altre foto, altri flyers distribuiti. E’ a Chinatown che andiamo successivamente. Luogo davvero incantevole ma sono sicuro che ci fosse stata più gente avrei fatto foto migliori. Comunque non mi lamento.
Andiamo poi a Silver Lake. Luogo bohemienne, di artisti, alternative rockers, in cui la mixture culturale e di razze è evidentissima, molto più che in altri luoghi di L.A.; qui tra caffè chic e librerie old style, vive una delle più importanti comunità gay di tutti gli Stati Uniti d'America. Interessante anche dal punto di vista fotografico, naturalmente, con graffiti particolarissimi a fare da perfetta location per immagini tipicamente stradaiole. Purtroppo anche qui, essendo lunedì, di gente se ne vede poca.
E’ alla volta di Malibu e Santa Monica che ripartiamo. In mezzo Beverly Hills e Bel Air. Apprendo così che Halloween per gli abitanti della celebre Beverly Hills è una festa importantissima con case decorate in modo incredibile. A Santa Monica abbiamo occasione di fermarci, visitando il lungo viale popolato di tanta gente, luogo di ristoranti di ogni tipo, di cui molti italiani (uno chiamato Trastevere, carissimo) e negozi fashion incredibili.
Entriamo in un negozio di cappelli: chi mi conosce sa quanto mi tentano, ma mi limito a misurarmi qualcuno. Poi vedo che la ‘guera’ parla al negoziante e che già gli ha dato dei flyers. E’ un ragazzo nero, stile rapper, pieno di tattoo. E’ quello che qui si chiama ‘nice guy’. Parliamo dell’evento, ma anche di tatuaggi. Ama l’Italia, dove è stato in vacanza. E mi dice che cercherà di esserci il giorno dell’evento insieme alla sua cricca. Salutiamo e andiamo a mangiare. Ora qualcuno che sta leggendo il diario mi ha fatto notare quanto amo parlare di cibo, quasi di più che di fotografia.
Ebbene, io considero che un fotografo a stomaco vuoto è ‘nada’. Mangiamo così una pizza margherita, che di margherita per amor di verità ha poco ma è buona. Inoltre ali di pollo con salse a gusto. Il tutto innaffiato da un’ottima birra germanica. Qualche altro scatto, una sosta ad un gelataio italiano per una coppetta cioccolato e menta e il ritorno a casa.
Un altro giorno a Los Angeles termina. L’appuntamento come sempre è per domani.
Tredicesimo giorno.
La giornata è stata di relativo riposo. Dovevo riprendere molto lavoro arretrato e ho quindi lavorato al computer. Preso contatti importanti per Hyde Park Photography, avuto conferme importanti e ho trovato anche il tempo di lavorare qualche foto di lunedì.
Per la gioia di chi segue anche le mie vicende culinarie, ieri a pranzo ho fatto quesadillas con formaggio e fiori di zucca, accompagnate con insalata. Per la cena ero solo e mi sono preparato petti di pollo con salsa chipotle e sweet potatoes a fare da contorno. Vino rosso della California ad arricchire il tutto.
Oggi il programma prevede recarmi a Broadway nel pomeriggio. Lì farò foto, ma soprattutto distribuirò flyers dell’evento.
Ammetto di essere in fibrillazione. Manca davvero poco, ormai.











