Proteggersi dai pericoli, dal crimine, dal traffico e dai pirati della strada, dalla droga e dai drogati, potere lasciare i bambini fuori a giocare in tranquillità mentre la mamma prepara la torta. Non ci sono ladri, ciò che è mio è mio e ciò che tuo è tuo. Nessuna minaccia. Ecco come la Gated community, la città fortezza, restituisce la sicurezza a chi può comprarla a qualunque costo.
La gated community è un’area residenziale delimitata da recinzioni o mura e provvista di posti di controllo presidiati da guardie giurate, con accesso limitato ad un certo numero di persone designate e ad ospiti identificati. Ovviamente riservate a cittadini di reddito alto, sono inoltre dotate di forze di sicurezza private, sistemi di sorveglianza che monitorano le aree ricreative comuni (piscine, campi da tennis, centri benessere), spesso munite di dispositivi individuali di sicurezza per le abitazioni.
Gli abitanti, inoltre, concorrono collettivamente per le spese urbanistiche, per la cura del decoro urbano e per i vari servizi comuni di cui hanno bisogno, facendo in questo modo delle loro zone residenziali delle piccole entità giuridiche in parte indipendenti.
Le gated communities più grandi vengono così dotate di centri ricreativi, scuole materne, piscine comuni, bar, ristoranti, negozi, come fossero delle comunità autosufficienti. Inoltre le associazioni delle comunità definiscono e impongono una serie di condizioni e restrizioni all’uso della proprietà privata: le dimensioni, i materiali da costruzioni, lo stile, il colore dei muri, ma anche quali luci usare e come nelle vacanze natalizie e quali animali domestici poter tenere.
Nascono come funghi laddove il dislivello economico si fa più esteso e la gente meno abbiente reclama i propri diritti:Argentina, Brasile, Australia, Canada, Cina, Usa, Messico, Filippine. E tanti sono i modi con cui viene chiamata: città dei ricchi, città chiusa, isola della speranza in Australia, alphaville in Brasile. Ne è prevista la costruzione perfino in Italia, all’interno del comune di Basiglio, a trenta minuti di Milano.
Sicurezza, dal latino sine cura, vuol dire senza preoccupazioni ed è questo che la Gated community permette innanzi tutto: un paradiso in cui si possono chiudere collettivamente gli occhi davanti alle brutture, la povertà, la desolazione, la fame.
E in un mondo in cui l’ idea di uno “stato-nazione” etnicamente “puro” non è più realistica (per fortuna si aggiungerebbe) invece di assistere e di lavorare in direzione non solo dell’integrazione dei nuovi soggetti sociali, ma anche dell’educazione stessa dell’”autoctono” all’accoglienza e alla comprensione delle diversità, ci si trova davanti ad un processo inverso, una folle rincorsa all’isolamento. In una realtà sociale sempre più degradata e pericolosa, invece di risalire alla cause ed esigere dai propri governi di prevenire i disagi, si corre ai ripari con recinti a filo spinato e cocci di vetro. Una soluzione a favore delle élite per altro fortemente supportata dai governi, come accade negli Usa.
La gated community ti ripara fisicamente ( e dunque psicologicamente) da chi è meno abbiente, da chi è diverso, da chi è “brutto”, da chi crede in altre religioni: un nuovo apartheid sociale a tutti gli effetti.


















Commenti
occhio solo! Ma quanta ipocrisia leggo qua, tutta ideologia, nessuna critica che abbia un peso o un senso, non capisco perchè anche i colombiani o i messicani non
debbano poter vivere in quartieri sicuri e sorvegliati, sapendo che i loro bambini possono giocare fuori casa, come da noi, dove ad una donna se possa andare
nel locale e privato parco a farsi una corsetta notturna senza il terrore del maniaco stuprare, dove le coppiette possono appartarsi sotto qualche panchina a scambiarsi complimenti senza aspettarsi l'arrivo di una gang da un momento o l'altro, un posto dove gli spacciatori non si presentano a frotte per venderti un sacchettino di roba tagliata, magari col veleno per topi per rovinare il mercato della gang avversaria. Allora dobbiamo aspettare i politici il che equivale attendere il ritorno di Cristo in Terra o il prossimo balzo evolutivo!
RSS feed dei commenti di questo post.