
Con il continuo rimescolamento dei popoli, in Europa è sempre più presente il caso di bambini trasferiti molto piccoli o nati in un Paese che non è quello d’origine, dove in casa si parla la lingua originaria dei genitori mentre per strada, a scuola, si parla la lingua del Paese di residenza.
Pensiamo per esempio ai Cinesi, ai nordafricani, ai Filippini in Italia, o agli Italiani emigrati all’estero. I giovani spesso crescono con una sorta di bilinguismo, dove però purtroppo spesso la conoscenza di entrambe le lingue, e a volte anche di una sola di esse, non viene approfondita con supporto scolastico.
Il bilinguismo è un’oppurtunità di integrazione per i giovani immigrati o un motivo di emarginazione?
Se ne è parlato in Germania durante una conferenza dal titolo “Eltern können mehr” (I genitori possono fare di più) tenutasi presso la Camera di Commercio di Colonia, organizzata dal Ufficio dell’immigrazione e Integrazione (Bundesregierung für Migration, Flüchtige und Integration). Presenti rappresentati di diverse organizzazioni mirate all’integrazione di immigrati in Germania. Per l’Italia ha parlato Rosella Benati, presidente del Com.It.Es. di Colonia, il Comitato per gli italiani all’estero.
Ma perché si pensa che sia proprio la famiglia il punto focale su cui far presa per far apprendere la lingua “straniera” ai giovani? Si è visto che prima ancora della scuola la famiglia deve essere sensibilizzata sull’importanza dell’istruzione per i figli, e dell’importanza di arrivare a prendere un diploma scolastico o universitario e questa è la molla che può far scattare l’interesse per imparare bene la lingua.
Purtroppo molto spesso i genitori in famiglie immigrate immettono i propri figli troppo presto nel mondo del lavoro, annettendoli per esempio alle imprese a conduzione familiare, e togliendoli perciò prematuramente dalla scuola.
Questo ha un effetto negativo sulla formazione culturale e linguistica dei giovani che si trovano poi soggetti ad una forma di ghettizzazione.
Insomma, la famiglia come punto di forza per favorire l’apprendimento della lingua e una corretta integrazione nel tessuto sociale come nel mondo del lavoro per i giovani immigrati.











