
Sì alle liberalizzazioni e alle aperture dei mercati ma devono in un quadro di regole certe e condivise, nella piena reciprocità di condizioni.
In estrema sintesi è questo il pensiero di Maurizio Gardini, presidente di Fedagri-Confcooperative, espressosi anche a nome di Legacoop Agroalimentare e Agci Agrital nel commento al voto favorevole con cui il Parlamento europeo ha dato via libera all’accordo di libero scambio tra UE e Marocco.
“Si tratta di un accordo che continua a penalizzare l’agricoltura mediterranea, orto-frutta in primis, e ancora una volta sbilanciato verso gli interessi delle produzioni continentali e di altri settori economici”. Gardini ha un orizzonte pessimista, tant’è che aggiunge: “Questa intesa avrà l’effetto di aumentare le importazioni verso il nostro Paese, tra l’altro negli stessi periodi di massima produzione delle nostre produzioni ortofrutticole meridionali. È difficile pensare allo sviluppo del nostro sud se l’Europa continua a muoversi su queste direttrici”.
Gardini ricorda che la stessa Commissione agricoltura del Parlamento Europeo aveva espresso la propria contrarietà all’accordo. “La nostra posizione non è di chi non vuole la liberalizzazione degli scambi, ma quella di chi pretende che le liberalizzazioni avvengano in un quadro di regole certe e condivise, nella piena reciprocità di condizioni e di livello di sicurezza alimentare, impatto ambientale e rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori”.
Ora le autorità comunitarie dovrebbero porre in campo la riforma del sistema dei prezzi di entrata attraverso i regolamenti di applicazione della Commissione - da tempo auspicata dai Paesi produttori - senza attendere la riforma della PAC nel 2014. “Ci attendiamo inoltre che venga rafforzato il sistema dei controlli doganali al fine di evitare elusioni delle disposizioni ivi previste; ci aspettiamo un impegno straordinario della Commissione UE per definire, in tempi stretti, i molti dossier tuttora aperti in materia di barriere all’export comunitario sui nuovi mercati dei Paesi Terzi”.











