La Rivista di storia della Filosofia ha chiuso il 2011 con un numero ricco di contenuti, e trasversale per argomenti e spunti di riflessione.
La sezione STUDI si apre con un contributo della studiosa brasiliana Fulvia de Luise dal titolo La politica dei piaceri. Tutti gli uomini della Kallipolis, dedicato alla riflessione di Platone sullo stato ideale, e sul significato che felicità e giustizia assumono al suo interno. Sappiamo bene come questa celebre teorizzazione appartiene a uno dei capolavori del filosofo greco, ovvero la Repubblica, nel particolare il quarto libro, dove Platone sostiene direttamente come una buona città o la città ideale (la kallipolis) sia quella dove tutti i suoi cittadini siano giusti e felici, ed è altrettanto celebre la corrispondenza “isomorfica” tra la società ideale e il funzionamento dell’anima. De Luise sottolinea il debito di alcuni teorici politici contemporanei (come Bernard Williams) su questa classica riflessione, e d’altronde è proverbiale il fallimento a cui incorse Platone quando gli fu affidata l’amministrazione di una città: un eccelso professore e superbo studioso, è al contempo anche un capace governatore? L’attualità dell’interrogativo è sottointeso…
Il saggio di Jacopo Agnesina, Anthony Collins e il determinismo logico, come attesta lo stesso titolo, è un approfondimento del pensiero del filosofo inglese Collins, analizzando le relazioni e i confronti che il suo pensiero intrattenne con Locke e Hobbes tra gli altri. Agnesina evidenzia in particolare la prospettiva deterministica del pensiero del filosofo, molto vicino al determinismo metafisico di Spinoza, già affrontato e criticato da Leibniz. Collins è divenuto celebre per le sue posizioni radicali contro fanatismi e dogmatismi classici, elemento che si riflette senza dubbio nella sua opera.
In Forma dell’intuizione e intuizione formale. Configurazioni dell’apriori della sensibilità nella filosofia di Kant, Anselmo Aportone offre uno studio dedicato alla Critica della ragion pura e alle nozioni di intuizione e intuizione formale, alla loro reciproca relazione e alla funzione che assumono nella teoria delle conoscenza kantiana; Sandro Chignola invece ci offre una ricognizione del pensiero liberalista della Francia della prima metà dell’Ottocento, una filosofia politica stretta tra il conservatorismo reazionario e lo spirito rivoluzionario erede della stagione illuminista. In Una filosofia prima della filosofia: Royer-Collard, Jouffroy, Cousin, emerge una concezione della filosofia prestata alla politica, intesa come mezzo per costruire una società nuova nella nuova Francia post-rivoluzionaria.
La sezione PROFILI è dedicata a Paolo Casalegno, filosofo del linguaggio e logico, studioso e accademico di fama internazionale, scomparso nel 2009; a lui è dedicato lo scritto di Alfredo Tomasetta.
A dare un ulteriore tono di prestigio al numero in questione, è la sezione TESTI, DOCUMENTI E MATERIALI, come sempre dedicata a scritti e estratti di grandi classici del pensiero filosofico moderno. In questo numero, il grande protagonista è Jean Wahl, filosofo francese che subì la persecuzione nazista e che contribuì a diffondere la filosofia americana in Europa, e che influenzò l’esistenzialismo francese. Questa raccolta (Autour de Jean Wahl: textes, traces, témoignes), in lingua originale, è a cura della figlia del filosofo, che riporta anche una serie di domande fatte al filosofo quando era ancora in vita.
A chiusura, come è abitudine per la rivista, la sezione CRONACHE che accoglie i resoconti di convegni e conferenze, e quelle RECENSIONI e SCHEDE dedicate alle uscite editoriali.










