Ci sono simboli, gesti, elementi che assumono un significato spirituale nel corso di tutta la storia dello sviluppo umano; Jung preferiva chiamarli “archetipi”, e spesso segnano il terreno condiviso da tutti gli appartenenti al consorzio umano, a prescindere dal quando e dal dove siano nati, e dalla specifica cultura. Spesso, tali elementi assumono pregnanze inquietanti, perché sembrano poterci costringere a una condizione insuperabile quasi si trattasse di una condanna.
Tra i tanti, l’ “ombra” è senza dubbio uno di essi; simbolo quanto mai efficace in senso religioso ed etico, capace di esprimere il male, l’incubo, ma più genericamente anche l’oscurità e la tenebra. L’ombra rivendica una riflessione di ordine filosofico e sociologico al suo riguardo che fino ad oggi non era stata svolta con la dovuta attenzione. Ci ha pensato Alberto Giasanti con un bel libro pubblicato da Franco Angeli, dal titolo Ombre. Il lato oscuro della società e la nuova etica.
L’autore, professore di Sociologia del diritto all’Università Milano-Bicocca, indaga il carattere squisitamente dialettico dell’ombra, carattere ancestrale che sicuramente ha segnato il destino dell’uomo fin dalle prime civiltà primitive. La dialettica è innescata dall’ambiguità dell’ombra, in quanto essa è ciò che ci appartiene e che noi stessi proiettiamo all’esterno, ma al tempo stesso segno eloquente del nostro lato oscuro, che tentiamo di proiettare fuori, magari su cose o persone. In questo meccanismo, si riflette un’etica stantia, che riduce il discorso morale alle dicotomie rigide di bene e male. Spesso, la ricerca spossante di omettere e cacciare definitivamente le proprie ombre sorbisce un effetto ben più catastrofico, alimentando inevitabilmente il circolo della paura e della violenza. Appare chiaro da questa presentazione come il saggio non possa adottare anche una prospettiva di comprensione psicoanalitica sul fenomeno senza però trascurare un apparato di ricostruzione critico-storica.
L’autore, con alle spalle una grande esperienza maturata in Sud America, compie la sua indagine speculativa facendo riferimento a casi concreti tra le varie modalità di aggregazione sociale e civile in giro per il mondo; nel libro si passa dalla Rivoluzione d’Ottobre alla Palestina, da Bush all’apertura speranzosa nei confronti di una nuova etica, che possa superare le tensioni terribili che vengono spesso prodotte dalle nostre stesse “ombre”.










