La villa di Arcore? Predestinata dalla Storia ad essere un’alcova.
Leggendo “Le storie misteriose di Arcore” (Baldini&Castoldi) emerge infatti che è la celeberrima Villa San Martino di cui tanto si parla ad essere in sé ‘luogo di perdizione’, iconografia del sesso, maison di incontri a sfondo godereccio. La Storia è scritta, non la si può cancellare. E se ad essa si sostituisse il concetto di ‘condizionamento ambientale’, non è che le cose cambino granché.
“Quel che vi è accaduto in passato è comprovato. Ma se il pettegolezzo attuale sia frutto delle esperienze passate, questo è un giudizio che non posso esprimere”, afferma Mariateresa Fiumanò, specialista in Neurologia, Criminalogia e Psichiatria forense, che il libro se lo porta dentro fin da bambina.
Quali i motivi che l’hanno indotta a scriverlo? “Essenzialmente perchè dovevo chiudere una storia apertasi - anzi, riapertasi! - con quello precedente (“La marchesa Casati” - N.d.R.). Lì narravo la vicenda sulla base delle confidenze che la marchesa Anna Casati Stampa di Soncino faceva a me, figlia di suo cugino, pur se io ero poco più che bambina. Qui la completo dopo che lei mi è venuta in sogno chiedendomi di riscattare la figura del marito. E’ noto che il marchese fosse un voyeur, che chiedesse alla moglie di accoppiarsi con altri, ma comunque fra di loro - pur se in modo egoistico da parte di lui - vi è pur sempre stata una storia d’amore… Una storia dalla tinte forti, dove il denaro del marito ha acquistato emozioni altrettanto forti. Una storia dove a un certo punto il gioco finisce e iniziano la depressione di lei, la sua ribellione, la sua fine tragica… Ricordo che il 30 agosto del 1970 Anna fu uccisa, insieme con il giovane ritenuto suo amante, da mano del marito il quale poi a sua volta si suicidò”.
Lei si definisce agnostica. Eppure un testo simile dovrebbe darle modo di esprimere un suo punto di vista sull’aldilà, sulla morte… “Io mi chiedo non solo se esista un aldilà ma se esista perfino un paranormale…Fin da piccola mi sono interrogata sulla Chiesa, sui preti… non ho avuto il dono della fede e ho sfiorato il mondo del paranormale e dell’esoterico, eppure ancora adesso non ho certezze. Quel che di sicuro esiste, almeno per me, è la compassione verso la marchesa e il marito. La richiesta di lei di raccontare il bene fatto da lui mi fa riflettere; perchè il marchese di persone ne aiutò tante. Fra costoro pure Mario Moretti, in seguito noto come terrorista! Fu il marchese a segnalarlo con una sua lettera alla Sit-Siemens dove poi venne assunto”.
C’è stato disagio nello scrivere? Il libro non è per educande! “Ed è una storia che sconsiglio ai minori! Il sesso abbonda: la villa del resto è stata luogo dove si è praticato il bondage e dove si è fatta iniziazione sessuale. Ma è anche luogo legato a una maledizione: in passato è stata un convento e lì una suora venne abusata e messa incinta; si tratta di un personaggio tragico, che io descrivo compiutamente… Anna stessa diceva di vedere fantasmi nella villa e un paio di volte che mi ci accompagnò mi impedì di entrarvi. Per lei, fu un gesto di carità nei miei confronti”.
Ci sarà comunque un messaggio che lei invia a coloro che leggeranno. O una morale, un avvertimento. “La marchesa fu una donna sfortunata, malgrado le ricchezze. E malgrado avesse potuto sperimentare l’essere attrice, l’essere modella, il vivere in una dimora regale, l’avere a disposizione l’isola di Zannone che apparteneva al marito. Aveva tanto ma non la felicità, anche se si dichiarava felice. Aver tutto - o tutti - ci porta a volere sempre di più; il delirio di onnipotenza ci distrugge e, anche se non necessariamente con un finale tragico, in ogni caso la storia avrà un fine non lieto. Che il segreto della felicità stia nella temperanza?”.
Il libro sarà presentato a Roma il prossimo 2 marzo, al Caffè Letterario di via Ostiense. I diritti cinematografici sono stati venduti alla Ares e dovrebbe quindi esserne tratta una fiction per Mediaset. Nella parte della marchesa Casati molto probabilmente Sabrina Ferilli.
Mariateresa Fiumanò sarà presto in libreria con altre due opere: ‘Manicomio’ e ‘Taormina-Storia di una reincarnazione’, (entrambi per Curcio Editore).










