Nella nostra civiltà greco-latina si dice che la poesia sia nata prima della scrittura: l'etimologia della parola deriva dal verbo greco “poieo”, creare, inventare. lo stesso verbo significa però anche "fare",azione che nella nostra cultura "razional-occidentale" poco c’entra di solito col verbo inventare.
Ed è invece proprio a questa doppia armoniosa accezione della parola poesia che ci riporta l’incontro con il poeta Iago,(Roberto Sannino) che in una calda giornata di giugno, in una rassegna culturale nella città di Latina, ha esposto oltre ai suoi libri una decina di fogli azzurri appesi in un’ insolita "bacheca temporanea". È stato poi a luglio protagonista ad Anzio dell’evento "Poesie istantanee", performance aperta a tutti coloro che avessero voluto cimentarsi in questa nuova proposta di azione nella creatività . Abbiamo voluto approfondire il sentimento celato dietro le estemporanee ispirazioni di Iago, giovane ma già noto poeta latino contemporaneo, che ha "fatto" della poesia la sua ragione di vita .
Cosa significa poesia per lei? “Ho scoperto il mio corpo di poeta attraverso una fase dolorosissima,della quale la poesia è stata il finale, l'approdo, la salvezza. Io credo come molti: che la matrice della poesia sia la sofferenza e che l'artista compri (*letteralmente) la sofferenza sua e altrui e ne faccia attraverso l'opera un distacco, una sublimazione”.
Compri...in che senso? Qual è la moneta di scambio? “Attraverso la sensibilità e l'empatia nasce in un'artista la capacità di afferrare in un linguaggio interiore molto simile alla musica,o alla danza, dunque indescrivibile se non attraverso un ritmo tutto suo, ciò che si muove dentro di lui e fuori di lui. Fino a farlo diventare concretamente un qualcosa di materiale ...come un foglio scritto pieno di parole che danzano”.
Ma lei è poeta "solamente" o svolge anche un altro lavoro?“Io scelgo di essere solo poeta...Ho lasciato il lavoro che facevo e vivo solo di questo. Non sopravvivo,vivo! Solo all’inizio è stata molto travagliata la scelta, ma il mio percorso s è rischiarato con il lavoro poetico e per questo ho deciso di lasciare tutto e fare solo questo”.
E lo fa già con notevole successo. Addirittura è partito da un’antologia con altri autori (Edizioni Bel-Ami)e poi è stato scelto come nuova proposta per un libro solamente suo, L'alibi perfetto. “Infatti..prima ero con case editrici che chiedono contributi, poi ho conosciuto il Circolo letterario Bel-ami e da lì l'incontro con l'editore, che credo rappresenti una profonda speranza per molti autori soprattutto giovani, l'altra faccia della medaglia di questo difficile mercato che è l'editoria. Sono stato fortunato, ho incontrato ...il mecenate col palmare, colui che nemmeno ti fa pagare le copie per l'autore, che si accolla il rischio di impresa che esiste e con la giusta mentalità imprenditoriale sa ponderare tale rischio..tutto ciò che il poeta oggettivamente pur volendo come molti artisti oggi imprenditori di se stessi, non può avere”.
Mecenate col palmare, come a dire: uno sguardo al presente, uno al passato e uno al futuro. In quale di questi tre pianeti si muove prevalentemente la poesia? “Direi in tutt' e tre insieme. La vera poesia è quella che leggi duemila anni fa e duemila anni dopo è in grado di suscitare un'emozione , perchè è una lingua senza tempo...dell'anima”.
E l’ispirazione? Adesso che la poesia è diventata la tua vita e tu dipendi da un’ispirazione...non hai paura di un blocco che limiterebbe la tua capacità di far poesia? “Assolutamente. Anzi, al contrario, io temo l’ispirazione, perché in me è continua, come se avessero aperto un rubinetto, o meglio, una diga, che non può più essere richiusa. Io contemporaneamente a qualunque cosa altra stia facendo, come adesso il parlare con lei, ho questa pulsione, a vivere scrivendo...”
E mentre risponde a questa domanda prende uno di quei fogli azzurri ma vuoto e comincia a scrivere. Gli lascio un momento, per mettere è il caso di dire blu su azzurro, il suo componimento, e intanto continuo a sbirciare le sue “note appese” perché questo mi sembrano...Poi torno da lui…
Cosa consiglierebbe a chi ha questa sua stessa pulsione a vivere scrivendo oggi, nel 2011, che non è esattamente come duemila anni fa, in cui quella del poeta era una figura sociale che godeva di molto rispetto e prestigio? “Mah..intanto di leggere molto i poeti del passato, ma non in senso strettamente accademico...purtroppo l'Accademia a mio avviso non forma i poeti...forse insegna un po' ad essere scrittori, ma nemmeno tanto. La poesia oggi, è vero, è una speranza priva di fiducia,ma è anche un modo per interrogare il futuro con occhi nuovi ,e di rinnovamento, perchè teniamo sempre presente...il presente...ciò che facciamo, chi siamo, dove stiamo andando...quindi è una prospettiva che apre diverse speranze altre ...”
Secondo lei perché la poesia non si afferma come altri generi letterari? È auspicabile che nelle scuole si sviluppi un’educazione ala poesia, diversa da quella tradizionale? “Anche se non le riesce facile crederlo, noi poeti contemporanei non ce l'abbiamo contro il senso classico della poesia, anzi !! Quanto con quello strettamente accademico. Per questo ci auguriamo - o almeno io mi auguro e sto lavorando nel mio piccolo in questa direzione con progetti scolastici, per le medie e le superiori, qui nella provincia di Latina - che al più presto si esca da quella mentalità scolastica educatrice che ha fatto sì che i ragazzi si allontanassero dalla poesia, e si arrivi a far capire loro quanto, come per le canzoni, sia estremamente importante soprattutto per un giovane portare ciò che vede, un'immagine, ciò che sente, un'emozione ,ciò che vive,un'esperienza, su un foglio di carta. Ma occorre tempo. A nessuno fa piacere essere messo di fronte alle proprie responsabilità. Ed il poeta, più di chiunque: è l'Uomo”.
Un’ultima domanda: perché lo pseudonimo di Iago? “Iago mi aveva colpito non per la sua infamia, quanto perchè più di tutti conosce a fondo l'Animo umano, tanto da mettere in difficoltà l'animo puro, pulito. Iago nel senso di colui che apre una finestra di indagine sulla complessità dell'animo umano”.
Mi porge poi la mia poesia, un vero e proprio amichevole omaggio ad un momento di incontro tra un giornalismo libero e indipendente – che vuole solo limitarsi a riportare in una pagina ciò che spesso i nostri occhi hanno solo la fortuna di conoscere prima dei vostri – e un poeta vero, che vuole solo limitarsi a riportare in un foglio svolazzante ciò che il suo animo ha la fortuna di conoscere un attimo prima del nostro. Un attimo…fuggente.
INFO : iagopoeta.it










