
Brillante e affascinante il romanzo di Bjorn Larsson I poeti morti non scrivono gialli (Iperborea edizioni) ci catapulta in un mondo parallelo fatto di amore per la letteratura, passione per il mare e per la barca a vela.
Una storia intrisa di mistero che ci conduce nell'intricato mondo delle majors dell'editoria. Un poeta muore e un commissario indaga scavando a fondo nel mondo della letteratura per portare a galla la realtà che si confonde e trasforma dietro la fitta coltre dell'apparenza.
Alla fine non sentiremo più l'esigenza di sapere se il poeta si è ucciso o è stato assassinato, ma riusciremo a comprendere la vera natura dell'animo dello scrittore: passione o vocazione?
Un gioco che lo scrittore Bjorn Larsson si è divertito ad allestire per noi, così come racconta ad un entusiasta Fabio Stassi, noto scrittore di origini siciliane e collaboratore presso la Biblioteca di studi orientali dell'Università La Sapienza di Roma, che lo ha brillantemente spalleggiato durante la presentazione del suo libro presso la libreria Minimum Fax tenutasi lo scorso 18 gennaio.
Larsson, docente di letteratura francese presso l'Università di Lund, scrittore di origine svedese, filologo, traduttore (parla fluentemente italiano, francese, spagnolo, inglese e tedesco) e appassionato velista, è amato dal pubblico italiano per romanzi come La vera storia del pirata Long Jhon Silver, Il porto dei sogni incrociati, Otto personaggi in cerca (con autore) e molti altri.
Durante la presentazione emerge un uomo affamato di sapere, amante della cultura e con un alto senso dell'amicizia, tema spesso presente nei suoi libri.
Un altro tema caro all'autore è la libertà, che caratterizza molti romanzi e che viene affrontata ne Il bisogno di libertà. Ma è sopratutto l'amore per il mare, che lo ha portato a scrivere La saggezza del mare, a tenerci compagnia in ogni sua opera.
Larsson è solito rifugiarsi sulla sua barca a vela per trovare la pace e l'ispirazione necessaria per la stesura dei suoi libri, "scrivo a penna - afferma - perché così sono costretto a pensare di più a ciò che scrivo, posso esprimere il mio pensiero in modo pulito e poi risparmio molto tempo nella trascrizione al computer".
I suoi libri affascinano perché affrontano argomenti cari agli uomini, sono l'esatta espressione dei bisogni e delle esigenze più profonde della gente, troppo spesso soffocate dalla quotidianità e bloccate dalla paura di cambiare modo di pensare. Un modo di pensare che ingabbia dietro obsoleti preconcetti e valori, che seppur validi e lodevoli come il desiderio di voler possedere una casa, non permettono di viaggiare leggeri e vivere "la mescolanza" con altre culture e sopratutto la propria; "devo scegliere ciò a cui appartengo - afferma lo scrittore - e non sentirmi obbligato per nascita o perché mi ci sono trovato. Per accettazione insomma".
A fine presentazione lo scrittore ha risposto divertito e interessato ad alcune domande del pubblico presente.
Nei suoi libri sono presenti citazioni ad autori italiani come Primo Levi e Italo Calvino. Ci sono altri autori italiani che l’ hanno colpita? "Ho letto i classici moderni e non sono classici da niente. Per me scrivere un buon libro è difficile. Non voglio parlare di uno scrittore in particolare. Di Italo Calvino mi affascina la scrittura intelligente, di Elsa Morante ho apprezzato l'isola di Arturo. Non mi fermo ad un libro o ad un autore in particolare preferisco diversificare e interessarmi a tutta la letteratura italiana".
Come nasce un libro, da un colpo di fulmine o da un'ispirazione che nasce dentro e alla quale deve dare forma? "Io inizio da qualcosa che definisco un'urgenza, la necessità di raccontare qualcosa. Tutto poi ruota intorno a questo tema principale, i personaggi e le storie".
Bjorn come sviluppa il carattere dei suoi personaggi, li prende dal mondo reale o sono completamente inventati? "Quando ho iniziato a scrivere ho fatto l'errore di prendere i miei personaggi dalla vita reale, senza leggere nulla di altri autori. Questo è stato un insuccesso. Perché noi non siamo perfetti, nella vita reale noi facciamo la spesa, paghiamo le bollette, non c'è niente di romantico e affascinate in tutto questo. Se si prende qualcuno dalla vita reale è necessario cambiare tutto per fare una buona storia. Difendo l'immaginazione, per me è assurdo leggere nelle pubblicità di libri e film quel Basato su una storia vera, abbiamo scienziati e storici che indagano sulla realtà. No la vera letteratura non è questo".
In questo suo libro c'è una simpatica ed ironica presa in giro del suo omonimo Stieg Larsson di Millenium, è perché in Svezia avete lo stesso editore? "Si, il mio editore in Svezia è lo stesso di Stieg e riferendosi al padre del mio poeta morto, mi ha detto che nella realtà non era affatto come lo descrivevo. E allora, dov'è il problema? La mia provocazione si è giocata sul rompere la realtà per riadattarla alla finzione. A quanto pare ha funzionato".










