Il malessere del Corpo dei Vigili del Fuoco è datato mesi.
Proprio da queste colonne nel recente passato si era levato alto il malcontento di dipendenti che non riescono a far capire all’Esecutivo ruolo e funzione di un organismo vitale per le sorti della comunità nazionale (Art Prismanews -1-);(Art Prismanews -2-) . Nel video qui allegato potete invece rendervi conto dello scontento degli uomini in divisa aderenti al Conapo, espresso la scorsa settimana in occasione della protesta andata in onda a piazza di Montecitorio.
Quello che è ancora più interessante sapere è l’esito della marcia - iniziata a piedi nella metà di settembre dalla provincia di Massa Carrara - del Sindacato Autonomo Conapo, riuscito ad arrivare in Vaticano una croce di quasi quattro metri portata a spalla. In testa a tutti il segretario generale Antonio Brizzi, protagonista di una marcia a piedi di ben 450 chilometri lungo la via Aurelia. A ogni tappa è stata celebrata la S. Messa, con benedizione della croce e commemorazione dei caduti dei Vigili; un itinerario della speranza utile ad aprire il dialogo con i cittadini, con la politica e con le istituzioni locali in relazione allo stato di salute del Corpo. Risultati?
Il ministro dell’Interno Roberto Maroni, riconoscendo le accresciute esigenze di soccorso pubblico dovute al problema immigrazione, “Ha firmato il decreto per l’istituzione del distaccamento permanente dei Vigili del Fuoco a Lampedusa, uno dei motivi della protesta del CONAPO. Ma il sindacato - afferma una nota-stampa - è determinato a richiedere parità di trattamento con gli altri Corpi dello Stato e attenzione su tutti le problematiche che attanagliano i Vigili del Fuoco. Alcuni parlamentari, in modo trasversale, hanno assunto iniziative a sostegno della causa dei Vigili e della funzionalità del Corpo”.
Le richieste del sindacato autonomo sono le stesse dello scorso anno e degli anni precedenti: evidentemente, sono rimaste inascoltate. “I Vigili del Fuoco chiedono di essere inseriti nel Comparto Sicurezza e quindi di essere trattati come gli altri Corpi, sia dal punto di vista economico che pensionistico. Meno tagli per il soccorso pubblico, pagamento degli arretrati per le calamità (Messina, L’Aquila, Veneto, ecc.) e per i servizi di antincendio boschivo (che sembrano essere ancora fermi al 2009, in alcuni casi) e riforma del servizio volontario sono altri punti presenti nella lettera inviata alle alte cariche dello Stato”.
Come ha fatto rilevare Brizzi, “Un elemento davvero assurdo e incomprensibile è la questione dei precari e dei soldi spesi per il precariato. Con le stesse risorse (circa 120 milioni di spesa annua) usate per richiamare i circa 4mila vigili precari impiegati per sopperire alle carenze di organico, si sarebbero potute finanziare oltre 3mila assunzioni a tempo indeterminato”. Perché allora ciò non avviene? L’impressione è che sia più opportuno dotarsi di personale subalterno sì ma da tenere in stand-by per poi cacciarlo alla prima necessità - un po’ come lamenta il sindacato autonomo per la vicenda Alitalia.
L’ultima manovra, infatti, con gli ulteriori tagli decisi, ha aggravato la già problematica condizione dei Vigili, che lavorano nonostante manchino i soldi per la manutenzione dei mezzi, delle sedi di servizio, per l’acquisto dei carburanti e delle attrezzature. Ricevono una retribuzione di circa 1.350 euro al mese - ovvero trecento euro in meno rispetto agli omologhi delle forze di polizia. Anticipano di tasca propria le spese delle missioni che si vedono rimborsare solo dopo anni.
“I Vigili del Fuoco del Conapo non si fermeranno. Hanno già in programma - di concerto con i maggiori sindacati delle Forze di polizia tra cui gli autonomi di Sap, Sappe e Sapaf, una grande mobilitazione di piazza degli uomini in divisa preposti alla sicurezza dei cittadini, nella quale manifesteranno il loro malessere”.
Malessere che i vigili del Fuoco condividono ad esempio con coloro che prestano servizio presso i Commissariati di Roma e Provincia. Di 'situazione insostenibile' parla il Consap, che accusa: ”Una carenza paurosa di uomini e mezzi pregiudicano, nonostante l’abnegazione e la grande professionalità del personale, un efficiente controllo del territorio. I vertici anziché provvedere continuano a tagliare gli straordinari e a non corrispondere il ticket restaurant, ma soprattutto a non ripianare gli organici. Ad esempio, dei 126 trasferimenti effettuati recentemente dalla Questura, solo una trentina hanno riguardato i Commissariati di Roma e Provincia. I suddetti movimenti, comunque, non hanno garantito neppure il turn-over del personale avvicendato. I carichi di lavoro per il personale in servizio presso i Commissariati sono ormai insostenibili, perché all’ordinario lavoro si aggiungono quotidianamente servizi di aggregazione, di pattuglione, di ordine pubblico o di rimpiazzo ad altro personale”.
Inutile dire che la manifestazione avutasi l’11 ottobre in via di San Vitale, davanti alla Questura, sia stata condivisa pienamente da tutti i partecipanti.











