
Da una parte i circa 12 milioni di Euro di evasione contributiva che la Direzione Provinciale del Lavoro di Bergamo ha contestato a Ryanair.
Dall’altro la dichiarazione con cui Rocco Sabelli ha comunicato di volersi sfilare da Alitalia-Cai. Né la prima né la seconda notizia hanno messo a soqquadro i dirigenti dell’Unione Sindacale di Base. Perché se non proprio nell’aria, di certo si può si può affermare che entrambe erano alquanto attese, stanti i movimenti (più o meno recenti) che si sono registrati attorno alle due Compagnie.
E difatti Usb se ne è uscita con un comunicato-stampa preciso e perentorio. E nel quale non c’è traccia di sorpresa.
“Da anni depositiamo denunce e ricorsi, presso gli Ispettorati del Lavoro e presso le Procure delle città dove la Compagnia di O'Leary (l’A.D. - N.d.R.) ha le proprie basi, per segnalare l'evidente irregolarità di chi impiega quotidianamente centinaia di persone sul suolo italiano senza versare una lira di tasse e contributi al nostro Stato. Una pratica di depredazione del lavoro, del settore e del territorio che Ryanair porta avanti da anni, non solo indisturbata, ma ricevendo addirittura ampi sussidi da parte delle Società di gestione a partecipazione statale”.
E dunque? Cosa dovrebbe accadere adesso? Il sindacato non ha dubbi: “Sarebbe auspicabile che dopo Bergamo ci si attivi anche a Roma, Pisa, Bari e in tutte le città nei cui aeroporti continuano a lavorare gli ‘equipaggi fantasma’ e nelle cui Procure sono ferme da anni le segnalazioni presentate da USB. Sullo stato del settore la dice lunga il fatto che neanche Alitalia/Cai, nonostante abbia rilevato a prezzi di saldo solo la parte buona della vecchia Compagnia e abbia ricevuto un ampio ventaglio di aiuti e sostegni, navighi in buone acque”.
Già, Alitalia/Cai. Per noi di Prismanews un argomento che trattiamo spesso perché ci sta a cuore, tanto quanto tutte le vertenze di lavoro che deprimono e disilludono la produttività nazionale. Dalla nota diramata da Usb, anche se non ve ne è traccia, l'impressione è che il comandante non voglia assistere all'affondamento della nave e preferisca salutare prima che sia troppo tardi. Ma, per ora, tutto rimane a livello di supposizione. Sarà il tempo a dirci quali saranno - a bordo - gli sviluppi reali della situazione.
In ogni caso, sono di un paio di giorni addietro le prime dichiarazioni con cui l’AD Rocco Sabelli ha annunciato le proprie dimissioni dall’ex-Compagnia di bandiera. Per Usb, “Parole che confermano il bisogno di regole valide per tutti, l'assoluta necessità di ridiscutere un sistema aeroportuale italiano più efficiente e che ‘piccolo’ non solo non è bello ma anzi si è dimostrato dannoso per il settore e per il Paese”.
USB - che da anni denuncia la mancanza di una strategia nazionale; i deficit strutturali; gli aeroporti nati come funghi; il ridimensionamento coatto imposto alle poche grandi aziende; le sovvenzioni selvagge alle low-cost - propone di rimettere all’ordine del giorno una riforma del settore.
“Il che non può prescindere dalle migliaia di posti di lavoro persi e dai diritti cancellati a chi ancora lavora, dovuti a scelte imprenditoriali, pubbliche e private, miopi e dannose”.











