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Nasce ANReL, Agenzia Nazionale Reinserimento e Lavoro per detenuti ed ex

Se da una parte c’è l’IDV che grida contro il ddl svuota-carceri definendolo “indulto mascherato” perché la maggioranza vuole sottrarlo al confronto dell’Aula e “Approvarlo in silenzio, in Commissione, in un’afosa giornata d’agosto sperando che gli italiani in vacanza non se ne accorgano”, dall’altra c’è chi rilegge l’art. 27 della Costituzione su una rieducazione che deve puntare al recupero umano, sociale e spirituale della persona.

Sulla base di questo obiettivo nasce l’Agenzia Nazionale Reinserimento e Lavoro detenuti ed ex detenuti (ANReL), progetto che ha avuto il varo definitivo alla presenza del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta; del Ministro della Giustizia, Angelino Alfano; del Sottosegretario al Ministero dell’Interno, Alfredo Mantovano; del Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), Franco Ionta e del presidente della Fondazione Istituto di Promozione Umana “Mons. Francesco Di Vincenzo” e del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Salvatore Martinez.
Il progetto è frutto di una convenzione-quadro tra il ministero della Giustizia e la Fondazione “Mons. F. Di Vincenzo” e si avvale della collaborazione del Comitato Nazionale per il Microcredito, dell’Agenzia per i beni confiscati alla criminalità organizzata, della Caritas Italiana, delle Acli Nazionali, della Coldiretti Italiana, della Prison Fellowship International, del Movimento del Rinnovamento nello Spirito Santo. ANReL è una vera e propria “agenzia di collocamento” - cui si lega l’importante obiettivo di ridurre la recidività dopo l’uscita dal carcere - e opererà attraverso percorsi personalizzati di orientamento, di formazione, di avviamento al lavoro, d’inserimento professionale, borse lavoro, attraverso partnerariati con le principali organizzazioni sociali e datoriali, con un significativo cofinanziamento del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e dei Partner operativi e attuatori. 
Si tratta del primo e più grande incubatore di buone prassi sociali per la redenzione e la rigenerazione del mondo carcerario mai realizzato in Europa, un intervento concreto per un percorso di recupero sociale, umano e spirituale dei detenuti, ex detenuti e delle loro famiglie, da sottrarre all’influenza e alcontrollo della criminalità organizzata che, attraverso la vicinanza alle famiglie dei detenuti, punta a intrappolare sempre più una persona nella ragnatela della criminalità e della devianza sociale. Partenza in cinque Regioni: destinatari, in via sperimentale e per un percorso triennale, detenuti ed ex-detenuti di Sicilia, Campania, Lazio, Lombardia e Veneto - che ospitano oltre la metà della popolazione carceraria in Italia - con il coinvolgimento attivo dei nuclei familiari. Sono oltre 68mila oggi i detenuti nelle carceri italiane; di questi 7.500 lavorano in parte alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria, in parte per datori di lavoro esterni o in proprio (dati DAP). 
Nella prima fase il progetto porterà a un ampliamento dell’anagrafe della popolazione carceraria (banca dati) fino a 6mila soggetti, a un aumento del numero di detenuti avviati al lavoro pari a 1.800 soggetti e all’ampliamento del numero di imprese costituite da detenuti che, nel primo triennio dovrebbero essere già più di cento. Nel corso degli anni si potrà inoltre procedere in modo graduale al coinvolgimento di altre regioni italiane. L’operatività si concretizza in una serie di fasi e di piani di azione: dalla costruzione di una banca dati dei profili professionali dei detenuti ed ex-detenuti coinvolti, all’avvio di percorsi di formazione personalizzati; attività di informazione e sensibilizzazione di soggetti pubblici e privati per ampliare il target di potenziale impiego delle figure professionali disponibili; sostegno alle iniziative e ai progetti di imprese sociali; tutoraggio e accompagnamento continuo dei soggetti presi in carico dall’Agenzia e aderenti al progetto.
Saranno immediatamente avviati contatti per la proposta, il coinvolgimento e l’accesso dei detenuti al progetto mediante apposita informativa; a sei mesi dall’avvio del progetto è prevista la partenza dei percorsi di formazione. Il lavoro con i detenuti inizierà già durante il loro soggiorno in carcere; nelle Regioni coinvolte saranno creati centri di coordinamento sul territorio e centri di consulenza. Il Polo di Eccellenza “Mario e Luigi Sturzo”: incubatore del progetto nazionale ANReL ANReL conta oggi sull’esperienza pilota realizzata in Sicilia, presso il Polo di Eccellenza della solidarietà e promozione umana “Mario e Luigi Sturzo”.
Avviato nel 2003, alle porte di Caltagirone, su un Fondo agricolo di 52 ettari appartenuto agli Sturzo, dotato di un antico Casale e di un Baglio oggi rifunzionalizzati. Ad oggi sono stati coinvolti nel progetto 12 detenuti ed ex-detenuti, impegnati in attività di formazione umana e professionale altamente specializzati focalizzate sulle attività peculiari della tradizione del territorio, quale la produzione delle famosissime ceramiche di Caltagirone, la coltivazione, la trasformazione e il confezionamento di prodotti agricoli. “Non basta sfollare le carceri o costruirne di nuove per risolvere il problema della recidiva - dichiara Salvatore Martinez, Presidente della Fondazione Mons. F. Di Vincenzo e di Rinnovamento nello Spirito Santo. "Il lavoro all’esterno delle carceri, per il recupero spirituale e sociale dei detenuti, è il vero unico antidoto alla sfiducia e all’emarginazione che regnano intorno a questo mondo". 
Le statistiche dimostrano che le persone a cui viene data l’opportunità di ricostruirsi una vita scelgono di non tornare a delinquere. Il sistema reticolare con il quale intendiamo operare, già esperimentato con il Polo di Eccellenza Sturzo, è un modello di intervento innovativo, che recupera alle nostre comunità locali persone e famiglie finalmente capacitate ad intraprendere la strada della responsabilità condivisa, fuori così dalle pratiche assistenzialiste. Per eliminare le disuguaglianze sociali e offrire modelli di giustizia rigenerativa è necessario valorizzare le tante ricchezze negate e inespresse del nostro Paese, puntando sul microcredito, sulle cooperative, sulla partecipazione attiva dei cittadini, delle Associazioni, dei Movimenti. Come intuì e attuò don Luigi Sturzo”.


Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) è un Movimento ecclesiale con oltre 200mila adeterenti. Conta circa 1900 Gruppi e Comunità presenti in tutta Italia, 9 missioni all’estero, 4 scuole nazionali residenziali di formazione. RnS opera anche attraverso la Fondazione “Mons. Francesco di Vincenzo”, Ente morale di diritto civile ed ecclesiastico, costituita ad Enna per ricordare uno degli iniziatori del Rinnovamento nello Spirito in Italia. Principali aree di attenzione della Fondazione sono il sostegno e il servizio alle quattro formazioni sociali in cui l’uomo nasce, cresce, si forma, si relaziona, realizza la sua personalità, produce ricchezze: Famiglia, Chiesa, Cultura e Lavoro.

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Autore di questo Articolo: Prismanews

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