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Lampedusa: ieri oggi e domani del dramma-immigrazione

lampedusa sbarchiLampedusa ieri, due giorni fa, la settimana scorsa. Lampedusa domani, fra due giorni e nel prossimo futuro. File di disperati che giungono e giungeranno sull’isola convinti di aver trovato quella "Dei Famosi". Ciò che loro non saranno.

Guardando quegli occhi di bambini appena sbarcati e passati di mano in mano, viene spontaneo domandarsi cosa avranno notato di differente toccando terra: facce nuove? Sorrisi tranquillizzanti? E che ricordo serberanno, da adulti? Saranno amici o nemici dell’Italia?
Riflessioni di/da giornalista. Che si occupa di questo dramma recuperando un documento a firma UE, veicolato dalla newsletter di Cittadinanzattiva. La Commissione ha presentato infatti delle iniziative per una strategia globale più strutturata e in grado di garantire una risposta rapida dell’Unione Europea alle sfide e alle opportunità derivanti dalla migrazione, non da ultimo in considerazione degli avvenimenti attualmente in corso nell’area del Mediterraneo.
In attesa della discussione nell’ambito del Consiglio europeo del 24 giugno, sarà elaborato un “pacchetto migrazione” che verrà presentato da parte del Collegio dei Commissari il 24 maggio.
Cecilia Malmström, Commissaria responsabile degli Affari interni, ha dichiarato che “L’UE deve rispettare la propria vocazione a rappresentare un rifugio per coloro che necessitano di protezione e, al tempo stesso, dimostrare solidarietà sia ai Paesi nordafricani che stanno accogliendo la maggior parte dei migranti provenienti dalla Libia, sia a quegli Stati membri che si trovano ad affrontare i flussi più intensi di migranti via mare. È altrettanto evidente che un’immigrazione mirata di forza lavoro sarebbe vantaggiosa per l'UE, contribuendo a colmare le carenze di manodopera previste in vari settori e a riequilibrare il declino demografico della popolazione attiva europea che dovrebbe registrarsi nei prossimi anni. Nel contempo, tuttavia, è necessario gestire la migrazione in modo corretto, il che significa garantire controlli efficaci alle frontiere e il rimpatrio dei migranti in posizione irregolare. Questo significa inoltre che non dovremmo lasciare solo agli Stati membri situati lungo le frontiere esterne dell’UE il compito di affrontare situazioni migratorie eccezionali. Significa, infine, che occorre realizzare partnerariati in materia di migrazione e di mobilità con paesi non UE in modo da collaborare. Dobbiamo avere in mente questi obiettivi a lungo termine anche quando affrontiamo i bisogni più urgenti derivanti dalle turbolenze in Africa settentrionale”.

Cittadinanzattiva cita lo stesso sito web della Ue e rilancia quello che la stesse Europa vorrebbe mandare in cantiere. E cioè: completamento del sistema europeo comune di asilo entro il 2012, in linea con i valori fondamentali e gli obblighi internazionali dell’Unione; controlli rafforzati alle frontiere e governance Schengen per affrontare l’immigrazione irregolare, garantire che ciascuno Stato membro controlli efficacemente la propria parte delle frontiere esterne dell'Unione in linea con il disposto e lo spirito delle norme dell’UE, ed aumentare la fiducia nell’efficacia del sistema UE di gestione della migrazione; condivisione delle migliori pratiche nelle strategie adottate dagli Stati membri per l’integrazione degli immigranti legali nell’UE, in modo tale da garantire la massimizzazione dei vantaggi economici dell’immigrazione e assicurare l’armonia sociale nell’Unione; un approccio strategico ai rapporti con i paesi terzi sulle questioni relative alla migrazione, allo scopo di facilitare il movimento delle persone grazie a migliori possibilità di migrazione legale, unitamente a misure volte a prevenire la migrazione irregolare.
Occuparsi di immigrazione significa ricordarsi pure delle dichiarazioni di Souad Sbai, parlamentare del Pdl. L’onorevole ha emesso una nota affermando che la legge contro il burqa in Francia funziona e che ora la si deve approvare anche in Italia. “I dati che l’Associazione 'Touche pas a' la Constitution' pubblica relativamente alla legge anti-burqa in Francia”, afferma Sbai, “Ne testimoniano il successo e la necessità anche in Italia. Oltre metà delle donne musulmane che lo indossavano oggi torna a vedere la luce della primavera. Sapere che siamo vicini alla meta dell’eliminazione completa di questo odioso strumento di discriminazione ci fa accelerare ancor di più sulla via dell’approvazione di un provvedimento analogo qui, colmando una lacuna inaccettabile del nostro sistema giuridico. Sfido chi obietta che alcune donne rimangono chiuse in casa per non uscire senza velo a scommettere che non vi siano state obbligate. Centinaia di donne oggi in Francia vedono riaffermata la propria libertà e chi in Europa propaganda ancora il burqa come una libertà personale se ne faccia una ragione. La proposta di legge in Italia c’è e presto sarà in Aula, a testimoniare che il movimento di liberazione delle donne musulmane dalla segregazione oscurantista ormai avanza inarrestabile e presto sradicherà questo aberrante fenomeno anche nel nostro Paese”.

Non solo. Perché l’esponente azzurra mette in rilievo come “Da anni ormai prosegue l’attività sotto traccia ma pericolosissima dell’apertura di sedicenti moschee “fai da te”, molto spesso ricettacoli di odio e fanatismo. Il pericolo, come oggi testimoniano le rivelazioni di Wikileaks sul centro di Viale Jenner definito il più pericoloso d’Europa, è assoluto non solo per coloro che le frequentano ma anche e soprattutto per l’intera cittadinanza italiana. Al momento la responsabilità dell’apertura viene lasciata alle singole amministrazioni comunali, che non sanno gestire una tematica così complessa e ci troviamo dinnanzi a moschee che spuntano come funghi, soprattutto in periodo di campagna elettorale, cosa testimoniata dalle prossime aperture a Brescia, Firenze, Bologna, Torino e Padova. Occorre che la Consulta per l’Islam inizi la sua attività - conclude - affinché si possano effettuare le regolari verifiche su carte e persone, al fine di aprire solo centri di culto che non abbiano poi a trasformarsi in breve tempo in fertile terreno per l’estremismo”.
Perché immigrazione e questione poliedrica: integrazione, multi-cultura, incontro di religioni, dinamiche del lavoro. Talvolta, atto di carità.

Qui di seguito un reportage del fotografo Giuseppe Fiasconaro, nostro inviato sull'isola di Lampedusa



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Autore di questo Articolo: A. P.

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