
Stefano Sollima con il suo film mette in scena l'odio in una società governata sempre più dalla violenza. Un film di genere, tutto al maschile, impregnato di uno spirito gladiatorio che è l'emblema del mondo fisico in cui si muovono i personaggi.

Stefano Sollima con il suo film mette in scena l'odio in una società governata sempre più dalla violenza. Un film di genere, tutto al maschile, impregnato di uno spirito gladiatorio che è l'emblema del mondo fisico in cui si muovono i personaggi.
La vita che si dipana nel suo inesplicabile groviglio. Fili che s’intrecciano e si abbandonano. Identità appena accennate ma che sprigionano un’incredibile forza.

Mosca, città meravigliosa e affascinante. Due amici americani in visita stanno per concludere l'affare della vita ma vengono traditi da un loro socio svedese che ruba il progetto, presentandolo all'azienda che lo comprerà senza i due escludendoli da tutto. Per dimenticare la delusione cercano svago nel locale più in voga della capitale russa tra fotomodelle e vodka, lo Zvedza, dove incontrano due turiste americane conosciute via internet.
Si è tenuto giovedì 19 gennaio presso la Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma, l’atteso incontro con l’Associazione Artisti 7607 per comunicare ufficialmente, come già annunciato negli ultimi giorni, la decisione di costituire direttamente una società di raccolta e gestione dei diritti degli artisti interpreti ed esecutori.
Montaldo rappresenta il nostro presente con L'Industriale, film fuori concorso alla Festa del cinema di Roma.

Tutto merito della cornice? Vale a dire dell’ambiente ‘off’ del Piccolo Apollo, presso il Centro Aggregativo Apollo 11 di Roma? Oppure del prodotto di coraggio civile della B&B Film di Raffaele Brunetti? O, ancora, della matrice del docu-musical di Emanuela Pirelli, ‘Le Coccinelle-Sceneggiata Transessuale’?

Nessuna spiacevole critica, nessuna polemica; una rassegna coi fiocchi. La 29/a edizione del Torino Film Festival è dimostratasi impeccabile ed inattaccabile. L'intero budget per l'evento è stato poi notevolmente contenuto. Il direttore artistico Gianno Amelio ha speso complessivamente 2 milioni di euro, cifra esigua se paragonata ai 13,5 per il festival dell'Urbe. Il risultato di tanta sobrietà? Un'affluenza alle sale più del dieci percento.
